La stoffa giusta
Venturini: l’eleganza italiana in Austria
Di Bernhard Roetzel
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Vienna è una delle più belle capitali europee. Più piccola di Parigi, con cui condivide lo stile architettonico, è probabilmente una delle destinazioni metropolitane più chic a est del Reno. Altrettanto elegante è Hemdenmacher Venturini (“Il Camiciaio Venturini” in tedesco), uno tra i tanti piccoli negozi in Spiegelgasse, un vicolo della raffinata Graben, via dello shopping nel centro della città.

 

La capitale austriaca è anche una delle poche roccaforti dell’artigianato rimaste nell’Europa centrale: infatti, a meno di cinque minuti da Venturini, nei locali progettati da Adolf Loos dove Marlene Dietrich si faceva confezionare i suoi frac, si trova il più famoso sarto di Vienna, Knize. In una via parallela alla Spiegelgasse si trova il calzolaio su misura Scheer, che realizzò stivali e scarpe per l’imperatore Francesco Giuseppe e sua moglie l’imperatrice Elisabetta, e poco più avanti il prestigioso commerciante di stoffe Jungmann & Neffe, i cui proprietari sono parenti di Nicolas Venturini stesso. Quando mi affaccio nel negozio lui è impegnato a servire i clienti dietro il bancone.

 

I più perspicaci avranno notato che ‘Venturini’ non è un classico nome austriaco. Durante una breve pausa tra un cliente e l’altro, infatti Nicolas ci spiega come la sua famiglia italiana, originaria di Trieste, sia venuta a vivere a Vienna. “Mio padre ha frequentato un austero collegio cattolico in Carinzia”, racconta. “Arrivò a Vienna alla fine degli anni ’50 e iniziò a vendere le camicie realizzate da un amico per finanziare i suoi studi, ma presto si rese conto che a queste mancava la qualità che lui cercava. Così cambiò tattica e fece creare le camicie a Vienna da un fornitore, dapprima prêt-à-porter e poi iniziò a venderne di su misura in un piccolo negozio nel quarto distretto. Nel 1959 riuscì a comprare Hemden Herzog, che è la nostra sede attuale. Quando subentrai nell’attività nel 2009, ho cambiato il nome in Venturini in onore di mio padre.”

Proprio mentre chiacchieriamo, nel negozio si presenta un giovane con un appuntamento per una prova d’abito. Viene accolto con la tipica gentilezza viennese da due commessi e accompagnato sul retro del negozio. L’abito lo aspetta sul busto. È realizzato con un tessuto di cotone avorio intrecciato appositamente per lo scopo. Il ragazzo scompare per qualche minuto nel camerino. “Mio padre realizzava Toile solo su figure difficili, forse quindi per un cliente su 15″, continua Nicolas. “In realtà io credo sia meglio creare un modello di prova per ciascun nuovo cliente. Lui era convinto che l’avrei mandato in rovina facendo così. Vendiamo circa 1.800 buoni regalo per camicie all’anno: così, se qualcuno riceve questo buono, ad esempio, da sua zia, è felice di venire nel nostro negozio, farsi prendere le misure e provare una Toile. A volte, a quel punto, capita di realizzare la sua prima camicia e che quella persona non torni più a ritirarla. In questo senso mio papà aveva ragione. Ma se crei abiti su misura c’è in gioco molto più che il mero profitto. Vogliamo fare le cose per bene!”

 

Il cliente ricompare con un sorriso, chiaramente soddisfatto della Toile, e io aspetto in disparte mentre Nicolas si concentra sulla prova d’abito. Con voce calma mostra nei dettagli ogni elemento della camicia di prova, cominciando dal colletto. Un commesso prende nota delle modifiche su un iPad. Il processo è molto accurato pur durando solo una decina di minuti: Nicholas sembra essersi trasformato in un mastro scultore, che rivede e spolvera le linee di una statua non ancora del tutto completata.

 

A questo punto, la nostra conversazione si sposta su Thomas Mason. “Oggi, Thomas Mason è il nostro fornitore principale”, afferma Nicolas, prendendo da sotto il bancone alcuni campionari. “Uno dei motivi della nostra crescita lenta ma costante è stato proprio il programma ‘pronto su misura’ offerto da Thomas Mason. Disponiamo di uno stock di oltre 500 loro tessuti: Silver Line e Gold Line del programma sono il nostro pane quotidiano. Mi piace anche il modo in cui Thomas Mason osa intraprendere nuove strade: ad esempio, si è dedicato a sostenibilità e cotoni organici molto prima di altri. Credo sia importante impiegare il minor numero possibile di sostanze chimiche nel processo di finitura. Dopotutto, le nostre camicie stanno proprio a contatto con la pelle”.

Le camicie di Venturini vengono consegnate con tessuto di ricambio per nuovi colletti e polsini e con un fazzoletto da taschino fatto con la stessa stoffa usata: un tocco personale che denota una grande premura verso il cliente. Righe e quadri sono meticolosamente abbinati tra il carré e le maniche e anche sul colmo manica. Le maniche sono sempre cucite a mano, mentre le spalle e le cuciture laterali sono lavorate a macchina, a meno che il cliente non richieda specificatamente la rifinitura a mano. I bottoni sono disponibili in diverse forme e dimensioni; il bottone caratteristico è sottile e leggermente concavo. I colletti normalmente sono fusi, ma Venturini offre anche altre opzioni: “Realizziamo anche colletti non fusi o un mix di fuso e non fuso”, spiega Nicolas. “Nel secondo caso il collo della camicia non è fuso mentre la parte superiore del colletto lo è per rendere la stiratura più semplice.”

Inoltre due sarte sono specializzate nel cucire a mano le iniziali. La selezione di colletti è incredibile: i clienti possono scegliere tra 157 modelli diversi tra cui sette diversi colli alla coreana. “Molte forme si sono succedute negli ultimi decenni”, dice Nicolas con un sorriso modesto. “Il collo è realizzato sempre su misura. Se un cliente vuole una copia del suo colletto naturalmente la faremo e la forma risponderà assolutamente alle sue esigenze”. Quando inizia la stagione teatrale, i clienti vengono a farsi inamidare le camicie bianche. Si tratta di una procedura complicata e, in un certo senso caotica, ma Venturini è contento di offrire anche questo servizio: “A Vienna il Balletto dell’Opera è un evento imperdibile e vogliamo che i nostri ospiti facciano bella figura. Com’è immaginabile, gli ordini per le camicie da abbinare agli smoking devono arrivare con largo anticipo.

 

Mentre Nicolas comincia a frugare nei cassetti pieni di raffinate camicie da sera per mostrarmi alcune delle sue creazioni d’autore, arriva sua figlia Valentina. Da qualche mese, quando i suoi studi lo permettono, dà una mano in negozio. Nicolas ci tiene ad ascoltare la sua opinione, perché la sua generazione ha una visione diversa della moda, in generale, e delle camicie, nel particolare. “Per la mia generazione una camicia è un capo da indossare in particolari occasioni. Raramente la si vede indossata come capo per ogni giorno,” continua.” Mi piacciono le camicie, naturalmente, ma spesso indosso anche abiti sportivi”.

 

Come tutti i giovani brillanti, ha molte belle idee per l’attività di famiglia e una di queste è l’espansione: “Penso che dovremmo aprire un negozio a Salisburgo. E magari anche in Germania, ad Amburgo o Monaco.” Naturalmente sarebbe lei a gestire il nuovo negozio, “D’altronde, i nostri clienti si aspettano di vedere qualcuno della famiglia!”, dice con sorriso ammiccante.

 

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(Foto di Gregor Hofbauer)

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