Icone Vintage
Il parka preferito di Pierre Mahéo
Di Aleks Cvetkovic
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Pierre Mahéo è una sorta di ribelle parigino del menswear. Sicuro di sé, magro e brizzolato, nel suo completo navy intenso con giacca doppio petto, maglione e pantaloni affusolati ha un aspetto assolutamente chic. Quando parliamo è seduto al tavolo della cucina, il fulcro di una delle tante stanze del suo elegante appartamento a sud della Senna. Il suo garbo e la sua classe non è ci sorprendono. Dopotutto Mahéo è il direttore creativo di Officine Générale. Ha fondato questo brand di culto nel 2012, con la deliberata intenzione di andare controcorrente.

“Prima lavoravo per un brand che ha diversi negozi in Francia, oltre a una grande distribuzione negli Stati Uniti”, ci racconta, bevendo un sorso di caffè. “Ho lavorato lì per dieci anni e tutto veniva realizzato in Cina, Hong Kong e Sri Lanka, in fabbriche che pagavano poco e non rispettavano i lavoratori. Non ero orgoglioso del prodotto che stavo disegnando. Così a giugno 2012 ho mollato e mi sono preso del tempo per capire cosa fare.” Per un designer che fin dall’inizio della sua carriera sogna di creare abiti di alta qualità a un prezzo accessibile, decidere quale fosse il passo successivo era più facile a dirsi che a farsi.

“I mesi successivi sono stati difficili”, continua Mahéo, “a settembre mia moglie mi chiese ‘che cosa hai intenzione di fare? Non sei contento dei lavori che ci sono là fuori, quindi perché non inizi qualcosa di tuo?’ Mi sono inventato mille scuse e lei ha mi detto: ‘Ok, non hai le palle, va bene’. Quel giorno ho iniziato a progettare la prima collezione di Officine Générale al tavolo dove siamo seduti ora.”

Sono passati otto anni e oggi Officine Générale è una casa di moda indipendente, con sei negozi, prestigiosi partner di vendita (è uno dei brand più venduti su Mr Porter) e un negozio online globale. Mahéo attribuisce questo successo a diversi fattori, ma alla base di tutto c’è sicuramente la sua determinazione a non scendere a compromessi.

“Quando ho fondato il marchio, l'idea era molto semplice. Nei ruoli precedenti se volevo usare del denim giapponese mi chiedevano: ‘Dai, ne hai proprio bisogno? Perché vuoi usare la flanella di Fox Brother? Perché vuoi i tessuti Thomas Mason o Storm System di Loro Piana? Deve essere più economico’. Ora invece posso utilizzare solo il meglio.”
— Pierre Mahéo

Mahéo e il suo team utilizzano i migliori materiali e offrono un prodotto di valore, raggiungendo quello che per molti consumatori rappresenta il perfetto equilibrio tra qualità e prezzo. “La maggior parte della nostra produzione è in Portogallo; lì ci sono dei grandi laboratori”, spiega. “Se realizzassimo le collezioni in Italia i nostri prezzi sarebbero decisamente più alti. Quando ho deciso di produrre in Portogallo, ho passato i primi due anni a definire tutto ciò che volevo dai miei partner: perché un risvolto doveva essere imbottito in un certo modo o come trattare un certo tessuto.” Questo approccio rigoroso ha ripagato il brand di Mahéo fin dal primo giorno. Oggi la reputazione di Officine Générale e della qualità dei suoi prodotti è solidissima.

“Dopo qualche anno di vita, la maggior parte dei brand incontra gli investitori, che solitamente dicono ‘abbiamo bisogno di più mark-up, ci vuole più margine’”, racconta, facendo una pausa per un sorso d’acqua. “La qualità del prodotto è la prima cosa che viene sacrificata. Succede così a molti marchi, ma noi non l’abbiamo fatto.”

 

Al contrario Mahéo ha tenuto duro, è cresciuto lentamente e si è assicurato che Officine Générale operasse con coscienza. “Non dico di essere ‘eco’”, afferma seriamente, “ma stiamo cercando di essere migliori. Abbiamo negozi affollati, un negozio online e produciamo migliaia di pezzi ogni anno – questa è la realtà di ciò che facciamo. Ma ci siamo prefissati l’obiettivo di essere il più sostenibili possibile entro il 2021; stiamo cercando imballaggi e grucce riciclabili e biodegradabili ad esempio. È necessario andare in questa direzione: se nella tua azienda la cultura è buona, avrai di conseguenza un prodotto migliore”.

Come per molti amanti del menswear, questa passione per il prodotto si estende anche all’abbigliamento vintage. Una volta scattate le foto e conclusa la parte lavorativa del nostro incontro, Mahéo scompare per un momento nella sua camera da letto e torna con un parka degli anni ’40, uno dei suoi cimeli più preziosi. “Viene da Le Vif Showroom, l’archivio vintage di Gauthier Borsarello. L’ho visto e l’ho subito adorato” dice, sottolineando le macchie, i piccoli strappi e i rammendi che conferiscono carattere alla giacca. “Quando pensi al disegno di una tasca, di un cappuccio o un colletto, in realtà il modo migliore per farlo è già stato trovato: non c’è nulla di veramente nuovo da inventare. Ci sono così tanti dettagli in capi come questo; la zip ha 80 anni e funziona. I bottoni a pressione funzionano ancora perfettamente. È pazzesco.”

Mahéo si immerge di nuovo nel suo armadio e ci mostra due pezzi magnifici: una giacca patchwork e slavata di jeans e dei pantaloni blu in fustagno che suo nonno, un ostricaio della Bretagna, indossava per lavorare. Sono così malconci e rattoppati che sembrano quasi due gambe di pantaloni diversi unite in un solo paio. Sono straordinari e chiaramente molto amati dal loro attuale proprietario.

Questi tesori vintage influenzano oggi il lavoro di creazione di Mahéo? “Assolutamente sì”, dice senza esitazione. “Mentirei se dicessi il contrario.”

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(Foto di Tom Griffiths)

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