Il Grande Schermo
Diremo solo una cosa su ‘Due figli di…’: sono sempre ben vestiti
Di Charlie Thomas
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Le commedie di solito non sono i primi film che si prendono in considerazione quando si parla di stile. Ma non in tutte le commedie recita Michael Caine. L’attore inglese è uno degli uomini più eleganti nati su suolo britannico – i suoi look degli anni ’60 ispirano ancora oggi stilisti, sarti e uomini di stile. È stato quindi naturale per lui interpretare l’affascinante e raffinato truffatore Lawrence Jameson nel film “Due figli di…” del 1998, a fianco del suo rivale cinematografico, Steve Martin, nei panni della controparte americana, Freddie Benson.

Se fosse stata una semplice competizione di stile, Caine avrebbe battuto Martin a mani basse. Nel film indossa eleganti abiti su misura e camicie bianche e azzurre impeccabili, i cui tessuti risplendono mentre passeggia tra gli hotel, i bar e le spiagge più chic della Costa Azzurra. Predilige giacche doppiopetto con abbottonatura bassa, tagliate secondo il tradizionale stile di Savile Row, sebbene le spalle siano più morbide rispetto a quelle che solitamente si vedono nel West End – siamo alla fine degli anni ’80 dopotutto. Steve Martin invece sembra in tutto e per tutto un turista americano un po’ trasandato. Su di lui i tessuti di lino appaiono senza forma e le giacche risultano oversize e destrutturate; i jeans slavati vestono ugualmente male e i suoi girocolli color pastello non lo valorizzano. Se Miami Vice fosse stato ambientato nel sud della Francia, probabilmente sarebbe stato così.

Non solo Caine è vestito meglio di Martin, ma quando lo sceglie come suo protetto decide di introdurlo ai “rudimenti del mestiere” facendogli un corso di stile e portamento. Gli dà lezioni su come camminare elegantemente attorno a una piscina in una villa lussuosa, gli spiega come tenere correttamente in mano un bicchiere di champagne e come mettersi una mano nella giacca alla maniera del Principe Carlo.

Sebbene non si veda molto delle camicie di Caine, queste giocano comunque un ruolo interessante nel film. Opta sempre per popeline bianchi o azzurri, abbinati ad abiti su misura. Questi colori semplici e la scelta dei tessuti sono un esempio perfetto della tradizionale semplicità inglese, nonché la base perfetta per un blazer doppiopetto blu con bottoni in ottone o per un abito in lino color crema. I colletti delle camicie sono piccoli e incorniciano le cravatte perfettamente annodate, posizionandosi in alto sul collo ed elevando l’appeal formale e quasi imponente del personaggio. Le camicie rivelano il suo gusto raffinato e anche se non lo vediamo mai senza giacca, possiamo supporre che un uomo di quella statura potesse indossare esclusivamente camicie fatte su misura per lui – come dimostrano le occasionali inquadrature dei polsini.

A confronto Martin risulta trascurato, in parte perché non indossa camicie. Non è un caso infatti che una delle prime cose fatte da Caine quando lo inizia all’eleganza sia fargliene fare una su misura – una camicia rappresenta la professionalità, la rispettabilità e la fiducia che un truffatore ha bisogno di comunicare. E, se da un lato non incoraggeremmo mai i nostri lettori a emulare il comportamento scorretto di questo duo, dall’altro vale la pena tenere a mente il fascino senza tempo di una camicia formale.

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