Il Grande Schermo
Una guida al monocromo anni ‘50: Cary Grant in ‘Intrigo internazionale’
Di Charlie Thomas
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Alcuni abiti sono così belli da giustificare un intero film. Beh, non è esattamente questo il caso: ‘Intrigo internazionale’ è senza dubbio il miglior thriller di Alfred Hitchcock, ma il guardaroba del film, o la sua assenza, è altrettanto iconico. L’unico abito che Gary Grant indossa nei panni del pubblicitario Roger O. Thornhill è diventato il protagonista di romanzi brevi, oltre a fornire tutta l’ispirazione di cui la serie di James Bond aveva bisogno per il suo 007 cinematografico.

L’abito è letteralmente opera di Grant. Era un’epoca in cui gli attori principali spesso sceglievano da soli i propri vestiti di scena e con il repertorio sartoriale di Grant a disposizione, perché non lasciarlo fare? L’intero look (due pezzi in lana pettinata color grigio tortora, camicia bianca e cravatta di raso grigio acciaio) sarebbe stato fornito da Grant. E si vede. La giacca del completo valorizza perfettamente la sua silhouette alta e snella. La camicia, con colletto a punta in cotone leggero dall’aspetto confortevole, è tagliata sul lato più ampio, come volevano gli anni ’50. Certo, è molto più abbondante delle camicie su misura moderne, ma si abbina alla perfezione con i pantaloni a vita alta di Grant.

E a tal proposito, questo look è l’esempio ideale del motivo per cui un guardaroba monocromatico ispirato agli anni ’50 è elegante oggi come allora, per non parlare di quanto sia facile da indossare. Lo stile anni ’50 è spesso minimalista, con palette di colori limitate, pochi e semplici accessori e un’attenzione particolare al taglio e alla vestibilità. I pantaloni sono a vita alta e con la piega; le camicie, bianche o nel tono di azzurro più chiaro possibile, a volte con colletti button-down o semplicemente a punta; gli abiti presentano silhouette generose e cascanti, almeno fino all’inizio degli anni ’60, quando cominciano ad essere un po’ più aderenti. L’outfit di Grant in Intrigo internazionale è un ottimo punto di partenza se vuoi un pezzetto di anni ’50 tutto per te.

Inizia con la palette dei colori, o meglio, con la sua mancanza. La scelta di Grant per la monocromia, evidente nel film, si può facilmente emulare. Ma non devi per forza scegliere il grigio. Un abito blu scuro, monopetto o doppiopetto, abbinato a una cravatta lavorata a maglia blu notte, è un classico senza tempo (la cravatta più scura garantirà un tono su tono perfetto). Se il blu scuro e il grigio non fanno per te, potresti anche optare per il carbone, il blu avio o il marrone cioccolato, un colore spesso sottovalutato per gli abiti.

La chiave di tutto, comunque, è la camicia bianca. Che tu scelga un grigio ton sur ton o un blu militare, una camicia bianca darà sempre un perfetto tocco di contrasto, spezzando il look senza distogliere l’attenzione dall’eleganza dell’abito. Il bianco per le camicie è tradizionalmente considerato più formale dell’azzurro, ma è stato protagonista di due classici anni ’50 come Intrigo internazionale e La Dolce Vita, due film che sono fonte inesauribile di ispirazione per tutti gli stilisti.

Una cosa che però vale la pena aggiornare per i nostri tempi è la vestibilità. I tagli si sono snelliti negli anni ’60 per una buona ragione: un taglio più aderente di solito dona di più alla figura, è più moderno e può essere altrettanto comodo se adattato correttamente. Se Grant ci insegnasse l’arte della sartoria oggi, sarebbe sicuramente d’accordo.

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