Consigli di Stile
Tony Sylvester ci racconta il Tartan
Di Tony Sylvester
torna agli articoli

“Che dal primo giorno di agosto 1747, nessun uomo o ragazzo all’interno della Scozia tranne le forze di Sua Maestà indosserà abiti comunemente chiamati abiti delle Highland, e nessun Tartan sarà usato per cappotti o soprabiti […] Chiunque commetta tale reato potrà essere trasportato nelle piantagioni di Sua Maestà oltre i mari, per rimanervi sette anni…”

– Abolizione e proscrizione dell’abito delle Highland (1746)

Se pensiamo che è un tessuto così profondamente radicato nell’identità britannica, è piuttosto scioccante scoprire che c’è stato un tempo in cui indossare il Tartan poteva farti spedire dritto dritto nelle colonie penali. Perché anche se tutti i popoli, dall’Asia orientale all’Africa subsahariana, da sempre tessevano coperte e vestiti intrecciando colori e creando motivi diversi, nessuno ha celebrato lo status eroico, la ribellione e il fascino maschile del plaid più dei ribelli Scozzesi.

Furono i cronisti del XVI secolo i primi ad accorgersi che l’abito delle Highland dei membri di un clan consisteva in una giacca corta, una camicia di lino, copri piedi in pelle grezza, pantaloni o calze e un plaid di lana a quadri a coprire le spalle in vari motivi, unici per ogni clan e regione. I clan monitoravano attentamente questi motivi, che si ripetevano con uno schema definito denominato “sett”, assicurando la massima precisione dei complessi intrecci di colori con un righello. Il Tartan Ogilvie, ad esempio, presentava 81 gradazioni di colore prima che il motivo si ripetesse: le splendide tonalità dei coloranti vegetali artigianali trasformavano la morbida lana delle robuste pecore degli altipiani. In altre parole, il Tartan era sia un mezzo di identificazione profondamente personale all’interno delle comunità e dei nuclei familiari, quanto una protezione pratica contro gli elementi atmosferici.

La successiva messa al bando del Tartan da parte degli inglesi fu quindi un attacco diretto all’identità scozzese. L’eroismo e l’abilità di combattimento del feroce Highlander furono incorporati nell’abito militare inglese; i “sett” originali andarono perduti quando i righelli e le tradizioni furono abbandonati e smantellati. Questo colpo fu così fatale che, mezzo secolo dopo, quando il divieto fu revocato, i motivi originali erano andati perduti per sempre e dovettero essere reinventati come approssimazioni folcloristiche di un tempo passato. Agli inizi dell’800, l’innovazione tecnologica nella tessitura e nella tintura portò nuovi colori, maggiore nitidezza e definizione ai vecchi motivi naturali e così diventarono di moda i disegni più audaci e appariscenti. Fortunatamente, i campioni di questi antichi motivi sopravvivono nei cataloghi rilegati in pelle di Thomas Mason, un affascinante archivio contemporaneo e inesauribile fonte di ispirazione per i sarti contemporanei.

Oggi questi archivi sono un punto di riferimento per i designer di Thomas Mason, che reinventano spesso il Tartan o tessuti simili per adattarli ai gusti contemporanei. Forse il miglior esempio è la collezione Warwick del marchio, una gamma di flanelle di cotone dal peso invernale e incredibilmente morbide, ideali per realizzare overshirt dal taglio generoso con colletto a rever e pratiche tasche sul petto. Per chi ama il colore, la collezione Spitalfields presenta anche dei superbi plaid invernali, forse ancora più sorprendenti di quelli proposti da Warwick. Trasformati in una camicia a due tasche o in una versatile overshirt, questi tessuti sono facili da indossare e divertenti, senza snaturare la ricca storia del Tartan.

Mentre il Tartan ricompariva nella vita civile attraverso gli eleganti abiti da sera del 1800, l’attività sportiva di “Bertie” (Edoardo VII) rendeva il plaid il tessuto d’eccellenza per il tempo libero e la bella vita; una tradizione seguita con zelo quasi religioso da suo nipote, il modaiolo Edward Windsor. Le uniformi per gli sport e il golf di entrambi rievocano i toni naturali del verde e marrone degli “Hunting Tartans”, che siano declinate in un completo di tweed o nelle loro morbide camicie in flanella.

Ovviamente, al di fuori della tradizionale “stagione del Tartan” (dal giorno di St Andrews il 30 novembre fino alla Burns Night a fine gennaio) il modo più efficace per inserire il Tartan nel tuo abbigliamento è attraverso la camicia. La morbidezza del Tartan lo rende ideale sia per camicie sportive che per modelli button-down ispirati agli anni ’50 con un colletto generoso. Perfette se abbinate con pantaloni chino in stile collegiale o in velluto a coste verde bottiglia per un tocco da mascalzone Ivy League. Completa con un cappotto sportivo o un blazer blu navy con bottoni in ottone e potrai andare praticamente ovunque.

Puoi anche optare per tessuti Tartan di morbido cotone Zephir per camicie un po’ più eleganti e indossabili tutto l’anno (la collezione Durrants di Thomas Mason propone fantastici plaid leggeri, tra i quali spicca un bellissimo Black Watch). Per un look bohémien sfacciatamente metropolitano, puoi imitare l’iconico Andy Warhol e la sua divisa di jeans, cappotto sportivo, camicia scozzese scura e cravatta a righe di fine anni ’70. È il perfetto mix di asprezza, tradizione e stile iconoclasta: quasi tutti i tessuti della collezione Durrants sarebbero perfetti per un look come questo.

Articoli Correlati
Seguici
@thomasmason
Ultimo Podcast
tutti i podcast