La stoffa giusta
Dege & Skinner: quel che si dice “essere in buone mani”
Di Charlie Thomas
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Fondata nel 1865, Dege & Skinner rappresenta una delle più antiche istituzioni di Savile Row. È anche una delle uniche due sartorie a conduzione famigliare ancora operative lungo la celebre via londinese. Un heritage che, una volta entrati, si percepisce tutto. Ripiani in legno scuro accolgono un’ampia varietà di camicie colorate. I manichini portano abiti eleganti e giacche di velluto. I prodotti vengono realizzati alla vecchia maniera. Dege & Skinner è anche una delle poche case dove tutto, a partire dai pantaloni, alle giacche e alle camicie, viene prodotto sotto un unico tetto. E a differenza di molti altri negozi che si susseguono lungo Savile Row, non è necessario inoltrarsi nel seminterrato per vedere il personale al lavoro. In un punto privilegiato dell’atelier svetta la scrivania del mastro camiciaio, e dietro troviamo Tom Bradbury intento a supervisionare tutto.

Una figura alta e imponente, Bradbury sembra essere nato per indossare un completo, con pantaloni plissettati a vita alta a incorniciare una camicia a righe che gli calza a pennello. I capelli sono tirati indietro, con una riga laterale dritta come il righello che utilizza per segnare i cartamodelli. Ciononostante, le maniche risvoltate e la cravatta infilata nella camicia lasciano intendere la natura pratica del suo lavoro. Tuttavia, non è sempre stato dietro questo tavolo. I primi passi, nel 2011, li ha fatti proprio sul campo, occupandosi delle vendite nel negozio.

“Uscito dal college, mio padre disse che dovevo trovarmi un lavoro e mi ha parlato di Savile Row”, mi racconta. “Quindi, il giorno successivo mi sono messo il mio completo Next o Topman, accompagnato dalla cravatta del blu più scintillante che avessi, ho stampato tantissimi CV e sono entrato e uscito da ogni singola porta di Savile Row”. Fu allora che, dopo essere entrato con fiducia da Dege & Skinner, incontrò il direttore William Skinner. “Era all’ingresso che parlava con un commerciante di stoffe di nome John Bell. Ho chiesto di poter parlare con il direttore e lui rispose ‘Sono io’. Così finii per parlare con William e John Bell per 10 o 15 minuti e, senza neanche accorgermene, era diventato un colloquio. Avevo appena compiuto 17 anni. Mi proposero una prova di lavoro per il lunedì seguente. Così tornai, feci la prova e alla fine della settimana mi offrirono il lavoro, nell’area di vendita del negozio”.

Non essendo tipo da adagiarsi sugli allori, nei giorni più tranquilli Tom si offriva di aiutare Robert Whittaker, il leggendario camiciaio che lavorava per Dege & Skinner dal 1992, e realizzava camicie sin dal 1968. Qualche mese più tardi, dopo aver compiuto 18 anni, divenne proprio il suo apprendista, imparando dal maestro fino al suo ritiro nel 2018. È stato allora, a soli 25 anni, che Bradbury diventò il più giovane capo camiciaio di Savile Row.

Oggi, cinque anni dopo, Bradbury attribuisce gran parte del suo successo a quegli anni di lavoro sotto la guida di Whittaker, e si impegna con passione a mantenere viva l’attività e insegnare alla prossima generazione. “In certi momenti ci siamo parlati in malo modo. Un sacco di urla e imprecazioni”, confessa. “È stata dura a volte. Ma quando ho imparato un po’ di più, ho smesso di essere un peso per lui e sono diventato un aiuto. Siamo arrivati al punto in cui io dicevo: ‘Ho visto questo, vorrei provare’ e lui mi concedeva volentieri di fare i miei tentativi. È stato fondamentale sperimentare, perché è così che si impara sempre qualcosa”.

 

Ora Bradbury ha a sua volta un’apprendista, Xanthe Godwin, che oggi è al fianco di Tom a tempo pieno dopo aver lavorato, per un primo periodo, due giorni a settimana mentre ancora frequentava gli studi. Quali sono le perle di saggezza che ha appreso da Whittaker e che adesso può tramandare? “Diceva sempre: ‘Chi non commette errori, finisce per combinare guai’. Ho seguito quel mantra. Era un ottimo esempio da cui imparare perché, fino al giorno del suo ritiro, ha sempre portato avanti la sua passione.

“E c’era un’altra regola che mi ha dato sin dal giorno uno, e che ho effettivamente passato a Xanthe io stesso, ed è che ogni giorno è un nuovo giorno. Perciò, se incappiamo in una discussione, uno scambio di opinioni, io non tengo il broncio a te e tu a me. Il giorno dopo voltiamo pagina, si ricomincia”.

Per Bradbury, il suo lavoro ruota intorno alle persone. Vale per quelle del suo team di camiciai, con cui lavora in modo collaborativo, e per i clienti, con cui è orgoglioso di costruire delle solide relazioni. Questa è anche la ragione per cui predilige Thomas Mason. “In ogni prodotto del brand si respira molta della loro conoscenza e si confrontano con tantissime persone, inclusi noi ogni volta che vengono a farci visita”, dice. “Ci chiedono cosa hanno in mente i nostri clienti e cosa noi riteniamo debbano fare. Collaborano con diversi sarti e prendono le cose molto sul serio, che è un aspetto davvero apprezzabile”.

Parlando dei tessuti da annoverare tra i suoi favoriti, la proposta stagionale in edizione limitata ritiene sia la migliore. Quando arrivano i nuovi cataloghi, Bradbury invia le foto ai suoi clienti, i quali chiedono di vedere tutto il più presto possibile. Si genera una sorta di “hype”. Bradbury ama anche le righe più audaci per la primavera e l’estate, nonché il denim per gli stili più casual. “Abbiamo realizzato diversi prodotti utilizzando i tessuti Brisbane e Victoria di Thomas Mason”, rivela. “Victoria sta benissimo con una cravatta, sotto un completo. Perfetto sotto il lino o un tweed in inverno. Mentre i Brisbane sono leggermente più spessi. Abbiamo prodotto un paio di camicie in stile western visto che si parla di un denim piuttosto pesante. Un bel tocco invernale da portare sotto un’overshirt più spessa o una giacca di velluto a coste”.

Ho lasciato Dege & Skinner impressionato e ammirato dalla conoscenza e dalla passione di Tom per il suo lavoro. Si parla spesso di sartoria e camiceria come di un mestiere in via di estinzione, per via dell’automazione e della produzione d’oltreoceano che rendono obsoleto il processo manuale più lento e deliberato. Ma con persone come Tom e la sua apprendista Xanthe a capo della camiceria di una delle case più antiche di Savile Row, è difficile non provare un senso di ottimismo.

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