Icone Vintage
Benedikt Fries e la sua adorata cravatta
Di Bernhard Roetzel
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“Personalmente non acquisto abiti vintage”. Ci siamo appena accomodati insieme a Benedikt Fries sulla terrazza del Café Condi all’hotel Vier Jahreszeiten di Amburgo. Il sole splende e l’elegantissimo titolare di Shibumi si toglie soprabito, sciarpa e guanti.

La sua risposta alla mia prima domanda suona onesta ed è piacevolmente inaspettata. Al giorno d’oggi, tutti amano i capi e gli accessori usati, ma lo stesso non vale per il fondatore del marchio di cravatte Shibumi. “Preferisco indossare i miei stessi vestiti. Le scarpe con qualche segno di usura sono belle. Non m’importa nemmeno se sono graffiate purché siano ben lucidate”.

Lo stile di Benedikt è il classico stile italiano. Nonostante lui sia tedesco non si tratta di un gusto acquisito semplicemente perché suo nonno ha origini italiane. Benedikt osservava il nonno con attenzione e probabilmente i suoi abiti su misura hanno fatto germogliare in lui il seme dell’amore verso gli abiti sartoriali e tutto ciò che è realizzato a mano. Tuttavia non finge di essere nato in giacca e cravatta. “Da giovane adoravo l’abbigliamento sportivo americano”.

Oggi, tutto ciò che Benedikt indossa è su misura. “È tutto realizzato a Napoli, a parte scarpe, calze e intimo. Però le calze vengono comunque dal nord d’Italia. Sono le stesse che vendiamo nel nostro negozio”. Faccio notare che le sue scarpe mostrano a malapena dei segni d’usura e Benedikt sorride. “Sono nuove di zecca. Le ho indossate solo un paio di volte. Ma arriverà presto il primo graffio”. Conferma quasi a malincuore che anche queste sono su misura.

Benedikt è una mosca bianca rispetto alla maggior parte degli uomini del mondo della moda maschile che ho incontrato. È straordinariamente ben vestito, ma non è il tipo che vuole mettersi in mostra. Perciò portarlo a parlare del suo abbigliamento è alquanto complicato. Preferisce i completi piuttosto che gli spezzati composti da un blazer o una giacca diversi dai pantaloni. “Ogni anno ordino da 6 a 8 outfit. L’80% di questi sono completi, il resto cappotti sportivi”. I suoi colori preferiti sono il grigio e il blu scuro. Talvolta ordina degli abiti in tessuti quasi identici, uno in versione doppiopetto e l’altro monopetto.

“Non ordino mai un completo di un tessuto che ho già. Ciò non significa che io non possieda più di un abito navy. Ho diversi abiti blu navy che però differiscono per il tessuto, a volte anche di pochissimo”. Per quanto adori ordinare degli abiti, quelli nuovi devono sempre “avere un senso” per il suo guardaroba. Ecco perché il tessuto del nuovo abito deve differire per colore, trama o peso da quelli già in suo possesso. “A volte diventa molto complicato”, ammette con un bagliore negli occhi.

Benedikt è estremamente meticoloso quando si tratta dei dettagli nei prodotti che vende, ma assume un atteggiamento diverso nei confronti dei suoi abiti su misura. “Giudico un abito da come appare, non dalla qualità delle cuciture. Naturalmente mi aspetto un determinato livello di artigianalità, ma ho imparato a convivere con le imperfezioni del lavoro a mano”. Ai nuovi arrivati nel mondo della sartoria su misura consiglia di non aspettarsi la perfezione. “Alcuni sarti semplicemente dimenticano i piccoli dettagli. Anche dopo anni passati a ripeterglielo. Ordino sempre le mie giacche sportive con un bottone sul polsino e gli abiti con due. Spesso questa richiesta viene ignorata”.

Nonostante tutte le persone eleganti che ci circondano in questa location, individuiamo solo un uomo di mezza età con indosso una cravatta. La cravatta sta scomparendo? “Che le persone portino la cravatta meno di frequente è un fatto. Allo stesso tempo ce ne sono molte che la indossano perché la amano. Questo è il motivo per cui stiamo assistendo a una crescita sul mercato delle cravatte di ottima qualità”. Benedikt stesso porta la cravatta quasi ogni giorno. “Amo le cravatte, le porto anche quando sono in vacanza perché faccio spesso degli incontri di lavoro”.

Quella che ha scelto per il nostro incontro è la cravatta più importante della sua vita. “L’ho indossata per il primo appuntamento con mia moglie a Kyoto, in Giappone. Ovviamente non era mia moglie all’epoca, ma adesso lo è. Sembra che abbia scelto la cravatta giusta per quella serata”. Naturalmente fa parte della sua collezione personale. “È una seta da 36 once, stampata a mano a Macclesfield, in Inghilterra. L’abbiamo prodotta per la prima volta nel 2015 e da allora è sempre disponibile. Pare quindi che non siano solo le donne ad apprezzare questo modello.” Anche se la conserva con cura, Benedikt indossa spesso questa cravatta. “Le cose belle vanno indossate. Mi ricorda di un momento meraviglioso”.

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Fotografie di Tommi Aittala

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