Icone Vintage
L’adorata giacca di tweed di Bernhard Roetzel
Di Aleks Cvetkovic
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“Temo di non aver nessun aneddoto carino che racconti come mi sono avvicinato alla moda. Non avevo nonni sarti, né niente del genere”, esordisce Bernhard Roetzel mentre ci accomodiamo per sorseggiare una tazza di tè durante una videochiamata in un tranquillo venerdì pomeriggio. Il suo approccio risoluto è sorprendentemente trasparente e deriva, si suppone, da anni di interviste, rilasciate ma anche condotte. Se non ne sapessi di più, direi che dal suo candore traspare la quintessenza dello spirito tedesco, ma lui mi direbbe senza dubbio che non sarebbe una cosa molto signorile da affermare, quindi desisterò…

“Credo che l’interesse per l’abbigliamento maschile sia nato nel corso dell’infanzia”, prosegue. “Ero particolarmente attratto dai film di un tempo e dai vestiti che vedevo sullo schermo. Il periodo dagli anni ‘30 ai ‘60 mi sembrava drammaticamente diverso dalla metà degli anni ‘70-’80 in cui sono cresciuto. Ricordo di aver visto Il letto racconta…, per esempio, e aver pensato ‘Wow, questi abiti sono così eleganti’”.

Quello di Roetzel è un nome che sicuramente vi suonerà famigliare. Autore di più di 15 libri sullo stile e l’etichetta, Bernhard è uno degli scrittori tedeschi più innovativi nel campo dell’abbigliamento maschile, una figura rinomata tra gli amanti della moda da uomo, in particolare tra le fila di Pitti Uomo. Il suo riconoscimento in qualità di esperto di sartoria è frutto, niente meno, di una vita trascorsa nel settore: iniziò ad acquistare i primi capi classici nei primi anni dell’adolescenza.

“A 13 o 15 anni circa, cominciai a cercare negozi di seconda mano nei pressi di Amburgo per comprare vestiti usati perché ritenevo avessero molto più carattere rispetto a un abito nuovo”, racconta. Ricordo di aver acquistato un vecchio soprabito invernale risalente agli anni ‘60, a quando la realizzazione su misura non aveva ancora preso piede, e di essere rimasto davvero impressionato dalla qualità e da come fosse invecchiato bene.

“La svolta, per me, arrivò quando mi trasferii ad Hannover nel 1988 per studiare grafica. Conobbi una compagnia di ragazzi davvero ben vestiti. Indossavano giacche Barbour, scarpe Goodyear Welted e avevano delle camicie stupende. Realizzai che era possibile portare abiti moderni di buona qualità insieme a pezzi vintage. Imparai man mano a individuare dove potevo trovare questo genere di capi. Alla fine degli anni ‘80 c’erano due o tre negozi in Germania dove poter acquistare scarpe Alden Cordovan, e andavano davvero a ruba a quel tempo”.

Fortunatamente per Bernhard, due di questi si trovavano vicino casa. “Si percepiva una sana competizione tra i due sarti di Hannover: Michael Jondral e H.B. Möller,” rivela con un sorriso nostalgico.

“I due atelier facevano praticamente angolo tra loro, ed erano in concorrenza per qualsiasi prodotto. Uno vendeva per primo le scarpe Church’s, quindi l’altro offriva le Alden. Uno iniziava a fare scorta di Attolini, allora l’altro proponeva Kiton. E quando uno aveva Kiton, l’altro non poteva. Ci sono andato spesso. Ai tempi, lavoravo come copywriter in un’agenzia pubblicitaria e ovunque andassi la gente commentava il mio modo di vestire. I tedeschi appoggiano molto lo stile inglese, e allora io vestivo alla Sloane Ranger, adoravo lo Sloane Ranger Handbook. Ripensandoci era piuttosto ridicolo, ma ai tempi mi piaceva molto”.

Queste prime esperienze hanno formato il senso per lo stile di Bernhard, ma mai avrebbe creduto di fare carriera scrivendo per il settore della moda da uomo. “Finché non scrissi il mio primo libro, Gentleman, nel 1997, non avevo mai pensato di lavorare nel campo dell’abbigliamento maschile. Al giorno d’oggi, con Internet, è tutto molto più semplice: puoi aprire un blog e iniziare a vendere dall’oggi al domani. Ma allora, con la sola carta stampata, questa industria era ben più serrata. Non facevo altro che far impazzire la mia fidanzata. Abbiamo viaggiato a Londra e Milano, dove trascorrevo tutto il tempo a fare shopping o a visitare artigiani”.

Tutto cambiò dopo il successo del suo primo libro, Gentleman. “Il mio editore credeva fortemente nell’idea, così pubblicammo il libro in tedesco, svedese, spagnolo e inglese. Uscì a febbraio e a ottobre dello stesso anno si trovava in ogni singola libreria su Jermyn Street:T.M. Lewin ne prese un centinaio di copie, Waterstones lo vendeva… Era ovunque. Di punto in bianco mi sono ritrovato a scrivere per riviste tedesche, e non mi sono mai guardato indietro” confessa.

Oggi Bernhard è una figura di spicco altamente rispettata per la moda classica europea da uomo, con 36 mila followers su Instagram, comparse regolari sulla stampa e frequenti interventi in pubblico. Mentre il suo ruolo nel settore è cambiato molto, il suo eterno senso dello stile è rimasto invariato. Per questa rubrica Icone Vintage, mette sul tavolo uno dei suoi pezzi più amati: la sua giacca sportiva su misura di tweed Russel Check, realizzata da un sarto indipendente di Savile Row nel 1998.

“È sicuramente la miglior giacca di tweed che abbia mai avuto. In effetti è il miglior capo su misura che abbia mai avuto” mi confida. “Quando ho iniziato a fare acquisti da Tobias Tailors, dovevo stare attento a ciò che spendevo, perciò organizzavo con cura ciascuno dei miei pochi ordini. Per prima cosa, ho richiesto una giacca Sportex a doppio petto grigia come proposta “raffinata”, e poi ho fatto realizzare questa. All’epoca avevano una posizione superba nel mezzo di Savile Row, e sono entrato un giorno semplicemente perché mi piaceva la vetrina. Da allora ho avuto ben più di una dozzina di pezzi da Tobias Tailors, ma non ho mai più ordinato un’altra giacca di tweed, questa mi piaceva troppo. È diventata un vero pezzo di riferimento per me. A mio parere, se si desidera una giacca di tweed come si deve, dev’essere per forza inglese”.

Ed è davvero stupenda, anche 23 anni dopo. Essendo un uomo particolarmente devoto all’abbigliamento maschile non sorprenderà, ma Bernhard è un grande sostenitore del far invecchiare gli abiti con grazia, un fil rouge che attraversa tutto il suo guardaroba.

Tutto ciò che possiedo è un’icona vintage. Ho tantissime cose nuove, ma mi ritrovo sempre a tornare ai tempi che furono. Ho vestiti che hanno più di vent’anni e che vanno alla grande ancora oggi”.
— Bernhard Roetzel

Puoi seguire Bernhard su instagram: bernhardroetzel 

 

 

Foto di Zachary Handley

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