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La guida “underground” di Parigi di Faye Fearon
Di Aleks Cvetkovic
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G.K. Chesterton scrisse: “Londra è un enigma, ma Parigi è una spiegazione.” Di sicuro, per Faye Fearon, giornalista di moda nata a Liverpool, questo corrisponde alla verità. “Uno dei principali motivi per cui mi sono trasferita a Parigi è lo stile che la caratterizza”, mi dice su Zoom dal suo arioso appartamento nel 18° Arrondissement, “qui le persone trasmettono un forte senso di identità attraverso l’abbigliamento… è tutto più intrigante rispetto al Regno Unito”.

Faye si è trasferita a Parigi circa nove mesi fa, realizzando il sogno della sua vita di attraversare la Manica e stabilirsi nella Ville-Lumière. Ha trascorso questo periodo (per quanto possibile con le restrizioni dovute al COVID-19) immergendosi nei locali più alla moda e nelle scene musicali della città, entrando in contatto con le subculture e le comunità che ispirano i suoi articoli.

“Bazzico i locali in cui si fa musica, in modo da poter osservare l’abbigliamento di chi li frequenta” dice, “credo che lo stile nell’ambito musicale sia estremamente rappresentativo della gioventù. I giovani sono molto importanti per quanto riguarda le tendenze dell’abbigliamento e le idee innovative sullo stile. Trovo che sia un modo autentico per capire cosa ci sarà di nuovo.”

Se avete avuto la fortuna di incontrare Faye, di leggere i suoi articoli per British GQ (è stata junior editor per due anni prima di lasciare Londra) o per la rivista Holiday, capirete da dove nasce il suo interesse per la fusione tra moda e musica. Il suo stile personale è caratterizzato dalla musica e da un mix inebriante di riferimenti che vanno dagli anni ‘70 agli anni ‘90. L’era post-punk la affascina in modo particolare.

“Mio padre è cresciuto tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80, quando il Regno Unito stava vivendo un forte periodo post-punk”, spiega. “Ha visto praticamente tutte le band post-punk e new wave dal vivo negli iconici club di Manchester e Liverpool, come The Factory, Hacienda e Eric’s Club. Anche lui suonava e mi mostrava le foto di come si vestivano allora e la cosa mi affascinava molto, soprattutto per lo stretto legame tra la musica e la mia città natale. Ho sempre pensato che le band e i loro fan si vestissero in modo straordinariamente cool e disinvolto, senza impegnarsi troppo”.

Anche se il post-punk influenza il suo stile di oggi, Faye sottolinea che lo stile non è una questione di copia-incolla: “Penso che sia bello mescolare un po’ le cose, non si dovrebbe semplicemente cercare di replicare lo stile di qualcun altro. Io non vorrei mai sembrare appena uscita dal 1979. Non guarderei mai un’immagine di qualcuno per poi pensare: ‘Ok, devo comprare questo e quest’altro così assomiglierò a quel tipo di musicista.’ Si tratta di riprendere alcuni particolari dettagli e riportarli ai giorni nostri”.

“Gli uomini con stile hanno una consapevolezza di sé molto forte e il loro modo di vestire è solo la ciliegina sulla torta. Tendo a pensare allo stile non tanto in termini di abbigliamento, quanto piuttosto alle qualità intellettuali di una persona e a come quella persona sceglie di rapportarsi con gli altri. Non considererò qualcuno davvero alla moda finché non avrò avuto una conversazione con lui e avrò conosciuto i suoi interessi.”
— Faye Fearon

Non sorprende che questo senso di autenticità sia presente anche nei consigli di Faye sulle cose da vedere e da fare nella sua nuova città. Continuate a leggere se volete scoprire i suoi suggerimenti culinari e culturali.

I luoghi di Parigi suggeriti da Faye

Chez Ammar è un negozietto vintage che si trova in un tranquillo quartiere a nord-ovest della città. È specializzato in abbigliamento su misura di seconda mano e molti stilisti ci vanno per trovare ispirazione. È un negozio minuscolo e sgangherato, ma Ammar si procura abiti su misura dai posti più disparati: la sua collezione è incredibile.

Il Mercato delle pulci di Saint Ouen è il migliore in cui io sia mai stata a Parigi. È costoso, ma si possono trovare degli abiti e dei mobili di design davvero belli, dei più grandi architetti del Bauhaus e cose del genere. Se volete investire in un pezzo caratteristico della metà del secolo, questo è il posto giusto.

Se andare fino a Saint Ouen non fa per voi, ho saputo recentemente da amici che a Parigi c’è un mercato delle pulci che si chiama “brocante” e ce ne sono diversi in giro per la città nei vari giorni della settimana. Questo è il sito web che si può consultare per controllare quale brocante è aperto e in quale giorno.

Il mio wine bar preferito si chiama Barav e si trova nel Marais, non lontano da République. Serve solo vino naturale ed è molto informale. Non vedo l’ora di tornarci quando riaprirà.

Dietro l’angolo, oltrepassando Barav, c’è un altro negozio di vini biologici che si chiama Delicatessen Cave. È il posto in cui ultimamente vado a comprare il vino, non potendolo gustare al bar. Si trova vicino a una piazzetta molto bella, anche solo per sedersi e trascorrere del tempo rilassandosi.

Il mio negozio di dischi preferito è Born Bad Records nell’11° Arrondissement, che è la zona per eccellenza dei musicisti. È vicino al Marais, quindi abbastanza centrale, ma non ha quell’aspetto tipicamente turistico. Qui ho incontrato molti musicisti e tutti comprano i dischi in questo negozio. E poi, da un punto di vista prettamente di stile, tutti i frequentatori vestono molto bene e io adoro chiedere dove comprano i loro abiti.

La cima di Belleville Park nel 19° Arrondissement ha la vista più spettacolare di Parigi e della Torre Eiffel, ma con uno scorcio decisamente non turistico. Qui ci sono solo persone del posto. Per inciso, sono i luoghi in cui hanno girato Le Ballon Rouge, il mio film francese preferito. C’è anche un piccolo caffé vicino a Rue Piat chiamato Les Bols d’Antoine.

Sull’isola tra la riva sinistra e quella destra della Senna c’è un piccolo spazio per sedersi chiamato Place Louis Aragon. È un posto perfetto per un appuntamento, perché sei seduto tra le due sponde di Parigi e ti senti come se fossi in mezzo alla Senna. Se avete voglia di sorseggiare una bottiglia di vino con qualcuno all’aperto, questo è il posto ideale per farlo.

KB Coffee Roasters è il mio coffee shop preferito a Pigalle. È un altro posto molto frequentato da musicisti. Ha il gusto di un bar londinese a Parigi, cosa piuttosto rara. Adoro i francesi, ma non sono i migliori a fare il caffè!

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