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Un’appetitosa guida di Singapore firmata da Wei Koh di The Rake
Di Christian Barker
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Per gli appassionati dell’arte orologiera o dello stile sartoriale, Wei Koh non ha bisogno di presentazioni. Conosciuto come fondatore di Revolution, rivista pionieristica dedicata al mondo dell’orologeria, e di The Rake, bibbia dello stile maschile, Koh è anche un volto noto anche su Instagram, dove le sue irriverenti esplorazioni del mondo del lusso (e dei posti più sfarzosi del mondo) gli hanno fatto guadagnare un seguito ampio e fedele.

È stato un anno difficile per i media tradizionali. Anzi, un decennio difficile. Ma Koh è sempre stato un iconoclasta nel suo approccio alla gestione di una casa editrice. Molto prima che la che la crisi dovuta alla pandemia obbligasse praticamente qualsiasi attività del mondo a fare inversione di marcia e ricercare freneticamente nuove fonti di guadagno, Koh aveva perseguito numerose opportunità lontane dal modello tradizionale delle riviste dominato dalla pubblicità.

“Oggi, quando parlo di Revolution o The Rake, non ne parlo più come riviste”, dice Koh, seduto comodamente in una poltrona Chesterfield nel lounge-bar adiacente alla sede della sua azienda a Singapore. “Ne parlo come universi omnicanale che comprendono online, stampa, contenuti video, social media, eventi, e-commerce, prodotti in edizione limitata e ora, anche punti vendita fisici. Presto infatti apriremo il nostro primo negozio alle Maldive”.

Sebbene abbracci tutto ciò che è digitale, Koh mantiene un forte legame anche con il tradizionale e il materiale. Ama gli oggetti tangibili, tattili, fatti a mano. Ciò non dovrebbe sorprendere, considerando i molti anni trascorsi a difendere l’antica arte sartoriale e l’orologeria meccanica della vecchia scuola. Di conseguenza, è tutt’altro che disposto a dichiarare la morte della stampa.

Come un abito fatto a mano o un bell’orologio, anche un libro o una rivista stampati hanno un fascino puramente nostalgico, per certi versi emotivo. Da un punto di vista pratico, nessuno ha davvero bisogno della stampa. È possibile accedere agli stessi contenuti tramite smartphone, tablet o laptop. Tuttavia, fare di un dispositivo digitale la tua unica fonte di stimolo mentale può davvero prosciugare lo spirito.
— Wei Koh

“In realtà provo un disagio esistenziale quando faccio tutto attraverso uno schermo”, dice Koh. “Inizio al mattino, scrivo e partecipo a riunioni Zoom tutto il giorno. E poi dovrei stare seduto esattamente nello stesso posto e avere come fonte di intrattenimento sempre quello schermo? Alla fine, stai fisicamente male”. Per questo Koh si prende regolarmente delle pause per leggere qualcosa su rilassante carta stampata.

Secondo Koh, una pubblicazione stampata dovrebbe essere approcciata esattamente come un pasto sontuoso: come un lusso da assaporare con calma, nel tempo libero. “È come dire: questo me lo voglio godere, non “consumarlo” e basta. Adesso mi rilasso e me lo godo, come dico io!” spiega.

Sebbene sia nato e cresciuto negli Stati Uniti, Koh è singaporiano, ed è in questa nazione equatoriale densamente popolata (descritta da Anthony Bourdain come un “paese delle meraviglie gastronomiche”) che ha trascorso il periodo della crisi dovuta al COVID-19. “In situazioni di stress come questa, spesso torni alle cose più confortanti”, dice Koh. “Per me, molto di tutto ciò ruota intorno al cibo”, osserva. Una passione riflessa negli appetitosi consigli su Singapore che seguono.

La guida gastronomica di Singapore di Koh (con un tocco di stile)

Il ristorante in cui non mi stanco mai di tornare è Jade Palace. Situato nel piano interrato del centro commerciale Forum su Orchard Road, offre un’eccezionale cucina cantonese con la migliore lista di vini di Borgogna di tutta Singapore.

Les Amis è uno dei ristoranti più celebri di Singapore, ma non ci andavo da diversi anni (sicuramente non da quando hanno vinto la terza stella Michelin). E poi, dopo la fine del lockdown, ci sono andato tre volte in una sola settimana. Sebastian Lepinoy, lo chef, è semplicemente straordinario.

Sono rimasto molto colpito anche dal ristorante Odette. Nonostante sia una cucina estremamente raffinata, è comunque sostanziosa e confortante. I piatti hanno gli stessi sapori che ti aspetteresti da una nonna francese, ma con una presentazione impeccabile.

Cloudstreet, un moderno ristorante con cucina dello Sri Lanka, è uno dei locali più belli che abbia mai visto a Singapore. E poi, adoro l’idea che puoi sederti in un locale davvero raffinato e ascoltare musica che piace davvero alla mia generazione, come il magnifico David Bowie – e pure ad alto volume!

Il mio ristorante di sushi preferito è Sushi Kimura. Lo adoro: racchiude tutta la raffinatezza di un elegante ristorante sushi di Tokyo, ma con l’affabilità che piace ai singaporiani. Per intenderci, non sono eccessivamente rigidi e non pretendono una venerazione silenziosa durante la cena.

Singapore è entrata in una fase davvero entusiasmante, con tanti nuovi ristoranti di successo in zone della città inaspettate. Mustard Seed, nel tranquillo quartiere periferico di Serangoon Gardens, ne è un ottimo esempio, con cibo straordinario servito al bancone.

L’elegante atelier del sarto più famoso di Singapore, Kevin Seah, è comodamente situato al piano di sotto all’ufficio di The Rake e Revolution. Abbiamo collaborato con Kevin per una serie di camicie in perfetto stile singaporiano che vendiamo tramite l’e-commerce di The Rake.

Dopo un anno di inattività, mangiando e bevendo comfort food, faticavo a entrare nei miei abiti su misura, quindi ho preso diverse lezioni di spinning al CruCycle su Duxton Road. C’è un’istruttrice, Jolyn, che è veramente fantastica, una professionista senza eguali.

Il mio amico Oliviero Bottinelli, che gestiva Audemars Piguet in Asia, ha aperto un ristorante svizzero chiamato Coucou. Devi iniziare con il Malakoff, una pallina di formaggio fritto, seguito dalla fonduta allo champagne e tartufo, che è fenomenale, per concludere con meringa e tripla panna montata. Dopo un pasto così, resti praticamente in coma per un giorno o due.

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