Il Grande Schermo
Caccia al Ladro e l’arte dello stile Riviera
Di Charlie Thomas
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Cary Grant era James Bond ancor prima di James Bond. L’attore anglo-americano sembrava davvero il protagonista dei racconti di Ian Fleming, con i suoi capelli neri ingellati, che spesso si arricciavano sulla fronte. La sua figura alta e atletica era alquanto possente, e il suo fascino sinuoso si abbinava perfettamente a quella sorta di freddezza distaccata. Nel 1962, Grant fu inizialmente scritturato per interpretare Bond nel film Dr No. Fu promosso dall’amico e produttore Albert “Cubby” Broccoli, che lo scelse anche come testimone per le sue nozze. Grant prese l’impegno solo per una pellicola, preferendo salvaguardare la sua libertà attoriale piuttosto che restare legato a un singolo franchise.

Guardando Caccia al Ladro del 1955, John Robie rappresenta perfettamente il Bond di metà secolo. Grant è un elegante ladro in pensione che cerca di dimostrare la propria innocenza dopo essere stato accusato di furto presso una gioielleria nel cuore della Costa Azzurra. Le allusioni sottili mentre Grant affascina una giovane ereditiera interpretata da Grace Kelly sono molto presenti, e non mancano ovviamente inseguimenti e motoscafi che sfrecciano sulla Côte d’Azur. I due viaggiano persino sulla stessa strada con vista sul Principato di Monaco che il Bond di Pierce Brosnan percorrerà 40 anni dopo in Goldeneye. E poi c’è lo stile.

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A differenza di molti attori contemporanei, Cary Grant aveva occhio per lo stile ed era solito vestirsi da solo per i suoi ruoli, scegliendo i capi direttamente dal suo ricco guardaroba. Per Caccia al Ladro, optò per una selezione di abiti ispirati alla Riviera, che fossero al tempo stesso sartoriali e sofisticati, eppure leggeri e traspiranti per le temperature calde. Edith Head era la costumista del film, ma Grant era talmente sicuro del suo gusto per l’abbigliamento, da prendere da solo le decisioni per il proprio personaggio. Come riportato in Writing with Hitchcock di Steven DeRosa, disse: “Edith vestiva le donne, ma non ha disegnato i miei abiti. Ho pianificato e progettato tutto da solo. Ho comprato tutto a Cannes appena prima di cominciare le riprese. Non è venuta con me a scegliere i vestiti, non ha approvato nulla. Ero io il solo ad approvare i miei abiti. Hitch si fidava a lasciare a me il compito di selezionare il mio guardaroba. Se voleva che indossassi qualcosa in particolare, me lo comunicava, ma generalmente portavo abiti semplici ed eleganti, lo stesso genere di vestiti che porto nella vita di tutti i giorni”.

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Quindi, che cosa indossava? Uno dei look più famosi è quello composto da t-shirt a manica a lunga a righe con sciarpa a pois rossi e pantaloni a doppia piega grigi, indossati sopra dei mocassini di pelle marroni. Una perfetta combinazione di ciò che oggi sarebbe del tutto fuori luogo lungo la Promenade D’Anglais. In altre occasioni, il suo guardaroba ha dato modo di esprimere la versatilità della classica camicia bianca. Ne indossa una in due outfit con gradi di formalità diversi. A un modello dal colletto a punta classico e polsini abbottonati abbina un completo di lana pettinata grigia, cravatta di seta nera e mocassini in pelle coordinati. In un altro la rende un po’ più leggera. Questa volta il colletto è aperto, con un foulard a pois a incorniciargli il viso. Una giacca sportiva grigia con tasche applicate completa il look insieme a pantaloni a piega grigio pietra e mocassini. Delicato, comodo ed elegante, è un look che si addice al sofisticato Robie, che si trova a suo agio nell’inseguire un criminale su un tetto tanto quanto in giacca da sera al casinò. Proprio come James Bond insomma.

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